Le conseguenze a lungo termine del divorzio dei genitori


di Salvatore Torsi

Molto spesso marito e moglie, dopo un divorzio, hanno una visione a breve termine di come sarà la loro relazione futura e delle conseguenze che questa avrà sui figli. E’ fondamentale, a tal proposito, mettere in luce fin da subito questo aspetto come di nucleare importanza per lo sviluppo ed il benessere dei figli.

Mantenere una buona relazione dopo il divorzio è, infatti, uno dei fattori predittivi che maggiormente aumenta il benessere dei figli ed è importante per i genitori focalizzare come vedranno il loro rapporto negli anni a venire e come credono di comportarsi in occasioni importanti nella vita dei figli come Comunione, matrimonio o laurea.

Subito dopo il divorzio è generalmente il padre a ritagliarsi un ruolo più marginale nella vita dei figli e a considerarsi meno importante. A tal proposito è bene considerare quanto importante sia per lo sviluppo dei figli che questi siano in contatto con lui e che sia coinvolto nella loro vita.

Uno studio di Constance Ahrons (“Family Ties After Divorce: Long-Term Implications“, 1999) ha messo in luce le conseguenze a lungo termine sui figli del divorzio dei propri genitori:

  • I genitori cooperativi rendono il terreno fertile per permettere di sviluppare relazioni migliori nel sistema familiare (fra figli e genitori, fra figli e genitori acquisiti, fra fratelli e sorelle);
  • Mantenere una buona relazione dopo il divorzio è uno dei fattori che maggiormente aumenta il benessere dei figli;
  • Spesso il nuovo matrimonio di uno dei due genitori (generalmente il padre) è visto come evento ancora più stressante rispetto al divorzio stesso;
  • C’è una correlazione fra il deterioramento del rapporto con il padre e quello dei parenti a lui affini (nonni paterni, nuova moglie, fratelli  e sorelle acquisiti).

E’ importante, dunque, riuscire a capire che sebbene in divorzio in sé rappresenti un momento particolarmente difficile per tutta la famiglia, le dinamiche che si creano subito dopo e negli anni a venire possono essere responsabili del benessere o meno dei figli.

I buoni divorzi (se è possibile definirli così) sono quelli in cui i figli possono continuare a mantenere buoni rapporti con entrambi i genitori e quelli in cui questi ultimi riescono a minimizzare i conflitti di coppia facendo sì che i figli possano mantenere un senso alla propria famiglia biologica.

Le separazioni non sono semplici da affrontare per nessuno, ma ponendosi in una prospettiva più a lungo termine, è possibile riuscire a mitigare gli effetti e permettere una migliore crescita dei figli.

Per approfondire:

Adams, M., & Coltrane, S. (2007). Framing divorce reform: Media, morality, and the politics of
family. Family Process, 46, 17–34.
Ahrons, C.R. (1994). The good divorce: Keeping your family together when your marriage comes
apart. New York: HarperCollins.
Ahrons, C.R. (1996). Making divorce work. A clinical approach to the binuclear family [Videotape].
New York: Guilford Press.
Ahrons, C.R. (2001). Divorce and remarriage: The children speak out. Research report submitted
to the Judicial Council of California, Center for Families, Children and the Courts,
San Francisco, CA.
Ahrons, C.R. (2004). We’re still family: What grown children have to say about their parents’
divorce. New York: HarperCollins.
Ahrons, C.R., & Miller, R.B. (1993). The effect of the postdivorce relationship on paternal involvement:
A longitudinal analysis. American Journal of Orthopsychiatry, 63, 441–450.
Ahrons, C.R., & Rodgers, R.H. (1989). Divorced families: A multidisciplinary developmental
view. New York: Norton.
Ahrons, C.R., & Tanner, J.L. (2003). Adult children and fathers: Relationships 20 years after
parental divorce. Family Relations, 52, 340–351.
Ahrons, C.R., & Wallisch, L. (1987). The relationship between former spouses. In. D. Perlman &
S. Duck (Eds.), Intimate relationships: Development, dynamics and deterioration (pp. 269–
296). Los Angeles: Sage.
Bengtson, V.L., & Allen, K.R. (1993). The life course perspective applied to families over time.
In P. Boss, W. Doherty, R. La Rossa, W. Schumm, & S. Stimmetz (Eds.), Sourcebook of family
theories and methods: A contextual approach (pp. 469–498). New York: Plenum Press.
Bernstein, A. (2007). Re-visioning, restructuring, and reconciliation: Clinical practice with
complex postdivorce families. Family Process, 46, 67–78.
Brewin, C.R., Andrews, B., & Gotlib, I.H. (1993). Psychopathology and early experience: A reappraisal
of retrospective reports. Psychological Bulletin, 113, 82–98.
Cookston, J.T., Braver, S.L., & Griffin, W.A. (2007). Effects of the Dads For Life intervention on
interparental conflict and coparenting in the two years after divorce. Family Process, 46,
123–137.
Cowan, C.P., Cowan, P.A., Pruett, M.K., & Pruett, K. (2007). An approach to preventing coparenting
conflict and divorce in low-income families: Strengthening couple relationships
and fostering fathers’ involvement. Family Process, 46, 109–121.
Hetherington, M.E. (2003). Intimate pathways: Changing patterns in close personal relationships
across time. Family Relations, 52, 318–331.
Hetherington, M.E., & Kelly, J. (2002). For better or for worse: Divorce reconsidered. New York:
Norton.
Tausig, J.E., & Freeman, E.W. (1988). The next best thing to being there. American Journal of
Orthopsychiatry, 58, 418–427.
Wallerstein, J.S., & Kelly, J.B. (1980). Surviving the breakup. New York: Basic Books.

Tag:, , , , , ,

Commenta