Lo psicologo in cura


di Salvatore Torsi

IMG_2289La maggior parte dei professionisti della salute mentale cerca aiuto psicologico almeno un volta nella propria vita, con una frequenza decisamente maggiore rispetto alla stragrande maggioranza della popolazione: mentre solo un quarto delle persone cerca aiuto mentale di qualsivoglia genere, ben il 75% degli operatori si rivolge ai professionisti del benessere psicologico per cercare aiuto.

La natura del lavoro dello psicologo lo porta a cercare aiuto non solo per le cause più comuni (affrontare una perdita, depressione, ansia o una crisi personale), ma anche per problemi tipici della professione, come burnout, trauma vicario, controtransfert e così via.

Spesso nel lavoro con le difficoltà altrui molti psicologi (soprattutto alle prime armi e in fase di training) possono mettere i bisogni dell’altro avanti ai propri; nell’affrontare le intense emozioni ed i traumi dei pazienti, possono tendere a controllare le proprie emozioni che stanno vivendo in quei momenti e non trovare un contenitore adeguato nel quale viverle; possono, inoltre, sperimentare un senso di isolamento dovuto alla natura stessa del lavoro.

Comportamenti negativi dei pazienti, la mancanza di successi terapeutici e gli obblighi burocratici, possono essi stessi contribuire al burnout, che ha un costo altissimo: difficoltà a trovare nuovi pazienti, difficoltà a mantenere quelli pre-esistenti, performance peggiori.

La depressione è sempre alle porte: la maggioranza degli psicologi intervistati in specifici studi (Pope and Tabachnick, 1994; Gilroy, Carroll, & Murra, 2002) ha avuto almeno un episodio depressivo nella vita, con conseguente ritiro e isolamento.

Alla luce di questi fattori di rischio, i benefici di una psicoterapia personale sono notevoli. La maggioranza degli psicologi che cerca aiuto è soddisfatta dei risultati. Dopo una psicoterapia si migliora la comprensione della natura dei problemi dei propri pazienti e si risponde meglio ai loro bisogni. Il successo della propria psicoterapia, inoltre, aumenta la percezione dell’efficacia del proprio lavoro e accresce la consapevolezza di poter aiutare attivamente gli altri.

Intelaiando un rapporto con un collega, poi, si vive un minor senso di isolamento e di visione “chiusa” della propria attività: rischio sempre alle porte per gli psicologi che lavorano molte ore in studio.

Ci sono delle resistenze – certo – come la difficoltà a trovare un terapeuta adeguato alle proprie richieste, la mancanza di tempo o la mancanza di risorse finanziarie, che spesso celano una realtà molto più dura: la difficoltà ad ammettere il proprio disagio. Se vuole cercare il proprio benessere, però, anche il professionista della salute mentale deve correre un rischio e affrontare i propri limiti naturali di essere umano e affidarsi ad un collega per risollevarsi con nuove energie e una nuova spinta vitale.

Se anche tu hai bisogno di una mano, non esitare a contattarmi al 338.4558919 per fissare un appuntamento presso il mio studio in via Melisurgo 44 a Napoli

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